• 24 Luglio 2020
  • Notizie
  • by Leandro Bronte
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Sono tanti che in questi anni hanno subito degli arresti, procedimenti giudiziari,gogna mediatica, per la confusione che scaturisce tra la cannabis light e la cannabis illegale.

Tanti giovani sono finiti in carcere, persone adulte colpiti dalla gogna,ma anche molti rappresentanti legali di aziende a loro volta hanno subito il tracollo economico.
Infatti oltre all’arresto che scatta in automatico, quando le forze dell’ordine ritengono di avere scoperto delle coltivazioni di cannabis illegale, vi sono i danni d’immagine per chi finisce sui giornali, ed i danni economici perché i raccolti vengono sequestrati.
Certamente l’esperienza di finire in prigione deve essere terribile anche se solo per qualche giorno, dopo che gli avvocati chiariscono con i magistrati, che si tratta di cannabis light e quindi legale.

Non si può neanche prendersela del tutto con le forze dell’ordine, che giustamente sono abituate a perseguire la cannabis, dove è molto difficile comprendere le differenze con la cugina light.
Ma bisognerebbe spingere per una normativa più chiara proprio sulla canapa/cannabis light, proprio per evitare la confusione.
Ma soprattutto bisognerebbe spingere la normativa verso una regolamentazione di tutto il comparto della cannabis.

Prima del Covid avevamo già parlato con il comandante dei Carabinieri di Gela,per organizzare un convegno alla presenza del comandante del Corpo forestale,dei comandanti delle varie forze dell’ordine ,magistrati ed autorità varie,al fine di fare chiarezza sull’argomento.
Ci ripromettiamo non appena questo allarme epidemiologico sarà del tutto passato,di riprendere l’organizzazione di un convegno con tecnici esperti dell’argomento, affinché si possano evitare ingiuste detenzioni e piuttosto trovare formule per reprimere il mercato nero di questa pianta,che è quello che ci guadagna sempre a discapito di tanti giovani, persone che si curano con la cannabis medicinale, di costi dello Stato, di una potenziale industria ecologica che si potrebbe sprigionare da una corretta regolamentazione della cannabis.

Dott. David Melfa – Presidente A.C. Rete canapa Sicilia
Affiliati Associazione Nazionale FEDERCANAPA