• 27 Luglio 2020
  • Notizie
  • by Leandro Bronte
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La storia di Rete canapa Sicilia è legata ad una proposta di risanamento e riconversione industriale alternativa alla petrolchimica.

A Gela dove la storia è stata segnata da un insediamento industriale petrolchimico tra i più imponenti d’Europa, oggi a nostro giudizio si vivono le conseguenze di un disastro socio ambientale.

Un territorio in cui la natura è stata generosa, con tante risorse e bellezze naturali, e dove la storia ha visto passare decine di civiltà, che hanno lasciato il segno con i tanti beni archeologici, che si continuano a scoprire.

Dopo il sogno del petrolio che avrebbe dovuto portare lavoro e benessere, i tassi di disoccupazione raggiungono percentuali elevatissime, il disagio sociale e la povertà si moltiplicano, la criminalità si rafforza, la città rimane sporca ed abbandonata da una politica che non riesce ad emanciparsi.
Per di più ciò di cui non si parla quasi mai: l’ambiente è stato devastato da un abusivismo selvaggio, infrastrutture carenti, inquinamento dei suoli, mare ed aria e per finire tassi di mortalità per tumori, malformazioni infantili, autismo, disturbi psichiatrici al di sopra di tutte le medie, di cui però mai nessun Tribunale è riuscito a dimostrare il nesso, come se questa terra meravigliosa fosse stata colpita da una maledizione.

Noi abbiamo sempre pensato, che Gela avesse vissuto un trauma sociale con l’arrivo dello Stato italiano nei panni dell’ente nazionale idrocarburi, che come spiegarono bene i sociologi Hytten e Marchioni, determinò una disintegrazione dell’identità culturale di questo popolo, fino ad allora di vocazione agricola e marinara, destinata a diventare turistica.

Di certo oggi non vogliamo colpevolizzare più nessuno e fare processi come accaduto in passato, perché abbiamo capito, che anche se ciò che è avvenuto si può considerare una colonizzazione industriale, noi come popolo sovrano ne abbiamo sempre la responsabilità, per non esserci mai ribellati, e cosi oggi avremmo il potere di riprendere in mano il nostro destino.

Oggi vorremmo contribuire a portare delle soluzioni per risolvere i problemi sanitari, sociali, economici ed ambientali.
E la nostra proposta parte proprio dalla canapa industriale:
-infatti con questa pianta noi oggi sappiamo di poter offrire delle soluzioni ai problemi sanitari come tumore, autismo e problemi psichiatrici che dilagano a Gela, infatti la canapa medicinale, anche se ancora non del tutto riconosciuta ufficialmente, sappiamo avere straordinarie proprietà.

-Sappiamo inoltre che questa pianta potenzialmente può generare un industria che sostituisca in toto l’industria petrolchimica, e cioè a dire possa produrre dall’energia, alle plastiche, i tessuti, edilizia, vernici, e praticamente tutto ciò che si deriva dall’attuale modello industriale.

-A questo si deve aggiungere che la canapa è una pianta ecologica perché bonifica i terreni in cui viene coltivata, ha un equilibrio perfetto tra Co2 ed ossigeno, e se producessimo carta dalle sue coltivazioni, anziché disboscare l’Amazzonia, avremmo risolto buona parte dei problemi ambientali.

Perciò ricapitolando grazie a questa pianta, che sarebbe anche apripista a tutte le piante da cui potremmo ricavare delle filiere agroindustriali sostenibili, potremmo avere una medicina per l’uomo e per l’ambiente, una fonte di lavoro sostenibile e di conseguenza una soluzione ai problemi sociali derivanti dalla mancanza di lavoro.

Il nostro impegno nel promuovere e divulgare le proprietà di questa pianta continueranno, perché se un tempo credevamo che bastava criticare l’attuale modello industriale, oggi pensiamo che bisogna proporre un alternativa, e la canapa è a nostro giudizio un’alternativa, da cui Gela potrebbe ripartire, per poi sviluppare tutto il comparto agro industriale, a seguire le potenzialità che offre il mare, e quindi con il tempo,dopo aver bonificato il territorio, puntare al volano che riteniamo il vero petrolio di questa terra e sarebbe a dire il turismo.

Dott. David Melfa
Presidente
A.C. Rete canapa Sicilia