• 20 Aprile 2020
  • Notizie
  • by Leandro Bronte
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Noi sappiamo, che coltivare con tecniche biologiche, non è affatto facile.
Ma forse è anche una questione di abitudine all’agricoltura chimica, che si è andata affermando negli ultimi decenni con l’avvento della petrolchimica. Biologico è una definizione complessa da dimostrare, perché dovrebbe indicare una totale assenza di contaminazioni di qualsiasi genere. Ma non è facile eliminare ogni impatto ambientale, perché dovremmo ritornare in un contesto, dove la biosfera fosse incontaminata.

E l’impatto umano degli scarichi di CO2 di auto ed industrie sull’aria,gli scarichi fognari, il cemento,i rifiuti, l’inquinamento del mare e delle falde acquifere sono un circolo vizioso, che influenza l’eco sistema in toto, cioè a dire vi è un interferenza, per cui se da una parte del mondo si sta inquinando,dall’altra parte si possono subire ugualmente le conseguenze, come vediamo dai mutamenti climatici, l’innalzamento della temperatura,lo scioglimento dei ghiacciai,l’estinzione di specie animali e vegetali e lo stesso fenomeno degli attacchi virali che stiamo subendo. Perciò molti affermano, che il biologico non è altro che un tentativo di risanare l’agricoltura, poiché il biologico sarebbe un equilibrio precostituito della natura,che ormai è stato perso, e possiamo solo augurarci di recuperare in parte.

Il cibo che mangiamo per la maggior parte non si può più definire biologico,ma al contrario se non contaminato,di certo manipolato da interferenze umanoidi. Basti vedere come vengono gestite le coltivazioni controllate di vegetali, che arrivano in tutte le stagioni, gli allevamenti intensivi di animali, e le interferenze che queste tecniche di produzione hanno sulla biosfera.

Ma se guardiamo alle tecniche comuni dell’agricoltura odierna,ci accorgiamo,che per concimare, fertilizzare,curare e difendere le coltivazioni, si usano molti prodotti chimici.
I famosi pesticidi che sono utilizzati, per combattere i parassiti ad esempio, hanno conseguenze sia sull’aria che si respira e sia sulla catena alimentare, perché se diamo alla terra dei veleni,
i frutti di quella terra assorbiranno quel veleno,e di conseguenza quando mangeremo quei frutti, mangeremo anche il veleno, che da quei frutti è stato assorbito. Perciò noi siamo favorevoli ad un agricoltura, che possiamo chiamare naturale, piuttosto che biologica. Non possiamo tornare indietro agli equilibri naturali della biosfera, che ha una sua perfezione, su cui noi uomini abbiamo interferito,ma possiamo ridurre l’impatto ambientale.

Infatti sappiamo che vi sono in natura tutti i rimedi necessari per curare qualsiasi cosa,e la natura di per sé funziona perfettamente,e ci darebbe tutto ciò di cui avremmo bisogno per vivere, se non sperperassimo inutilmente e disiniquamente le risorse che ci offre. Ed allora noi per primi nelle nostre coltivazioni rifiutiamo a priori ogni sorta di intervento chimico,che sia per concimare, fertilizzare o altro. Non potremo ritornare al “paradiso terrestre” che Madre natura ci ha concesso,prima che lo deturpassimo, ma cercheremo di rispettare il più possibile, la terra che coltiviamo. Perciò usiamo concimi naturali,che siano sterco di animali, a loro volta controllati per ciò che mangiano o altri prodotti naturali.

Per allontanare parassiti e infestanti usiamo macerato di aglio, piuttosto che di ortica, peperoncino, ed altro. Per fertilizzare con macro e micro ingredienti usiamo compost di lombrichi, che grazie al cielo sono presenti nei nostri terreni, e sterco di conigli che si trovano in abbondanza nella zona in cui operiamo. Usiamo le piante per allontanare i predatori che siano insetti o animali e comunque useremo sempre metodi naturali,che siano fondi di caffè olio di neem ed altro, o quantomeno eviteremo la chimica.

La pulizia del terreno coltivato è un altro segreto, per evitare attacchi di malattie delle piante, e quando dovessero arrivare problemi,useremo anche metodi naturali. Di certo con questi metodi si allungano i tempi di ogni coltivazione,e si rischia molto più di perdere i raccolti, che siano canapa o patate, perché si cerca di rispettare il ciclo naturale delle stagioni che le leggi di natura ci impongono,ma oltre a sapere, che stiamo dando un piccolo contributo a risanare il nostro pianeta, volete mettere il gusto, di ciò che mangiamo assolutamente imparagonabile ai prodotti dell’agricoltura chimica.
Se mangi una fragola biologica o naturale,sentirai il sapore ed il piacere,di ritornare all’infanzia.
D.M.