• 1 Maggio 2020
  • Notizie
  • by Leandro Bronte
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Sono tempi di grande incertezza e difficoltà che la crisi Covid 19 ha pesantemente acuito.
Non sappiamo cosa avverrà nel futuro,anche se abbiamo capito, che già l’umanità intera sta cambiando radicalmente e sappiamo che la criminalità sta approfittando della situazione cosi come approfitta già del proibizionismo sulla cannabis.
Noi perciò vorremmo ancora di più in questo momento, dare il nostro contributo,come proviamo a fare da vari anni a questa parte nell’interesse del nostro territorio.

L’istanza che portiamo avanti è soggetta a vari pregiudizi a priori, per la paura e la pericolosità che porta, già solo per ciò che ispira soltanto pronunciare la parola stessa: cannabis.
Ma Vi chiediamo se possibile, di provare a guardare la questione, che Vi stiamo sottoponendo, con gli stessi occhi che ci porta questa crisi, cioè a dire dell’imprevedibilità del futuro, perché cosi come ad esempio nessuno poteva immaginare questa catastrofe virale,nessuno di noi ha la sfera di cristallo per conoscere il futuro, e potrebbe immaginare ciò che al momento sembra assurdo, come pensare alla cannabis diversamente da come la si giudica oggi.
Del resto anche l’alcol era proibito e la cannabis era legale, se non ché successe negli anni 30 dello scorso secolo,che l’alcol fu legalizzato e la cannabis proibita.
E qui dovremmo parlare del tema danni sanitari dell’alcol sui giovani e non solo,ma non abbiamo spazio per adesso.

Vi chiediamo solo uno sguardo senza pregiudizio, per provare a guardare le cose per un attimo da un altro punto di vista.
Perché se riuscissimo ad estirpare i pregiudizi ed il grande inganno, che si celano dietro questa pianta, forse potremmo sprigionare una forza, che sarebbe una delle soluzioni possibili ai tempi bui,che stiamo vivendo sia per i problemi sanitari, sociali, economici che ambientali.

Innanzitutto vorremmo dire, che non siamo gli unici ad affermare, che la cannabis potrebbe essere una soluzione alle crisi che stiamo vivendo, perché è sia un medicinale per l’uomo e per l’ambiente e sia una potentissima fonte di lavoro sostenibile, come lo è stata per secoli prima del proibizionismo. Ma in realtà non è stato proibito nulla, perché il mercato nero esiste da sempre in qualsiasi luogo,se non altro è stato invece proibito il diritto di curarsi con questa pianta per tanti malati,e la possibilità di creare un industria ecologica,che al contrario ha incentivato invece gli interessi della criminalità.

Da vari Governi degli Stati Uniti d’America estendendosi in tutto il pianeta,grazie al cielo è partita gia da qualche anno una politica di regolamentazione della cannabis dopo più di mezzo secolo di proibizionismo.
Non tutti sanno che il proibizionismo della cannabis è stato preceduto da millenni di uso comune di questa pianta in applicazioni medicinali, industriali in vari settori, che non stiamo qui a trattare, per non dilungarci sulla storia della cannabis e/o canapa o volgarmente chiamata marijuana.

Bisognerebbe innanzitutto riuscire ad estirpare la grande disinformazione, che regna sovrana su questa pianta, chiamata in vari modi e vista soprattutto per la sua applicazione psicotropa o drogante, che dir si voglia.

Ma vi sono vari equivoci, che comportano dei gravi pregiudizi, che a loro volta comportano delle ingiustizie sociali e dei problemi sanitari soprattutto per i nostri giovani.
Perché se guardiamo con attenzione, alla prima delle paure che genera solo la parola cannabis,pensiamo ai giovani che vengono travolti dal mondo delle droghe, e la piaga terribile che questo comporta.
E pensiamo anche al business del traffico di sostanze stupefacenti, che arricchisce sempre più la criminalità.
A questo vanno aggiunti i costi sanitari dei giovani colpiti dalle sostanze nocive,c he la criminalità aggiunge alla cannabis, per aumentarne la quantità e la dipendenza,aiutati dalla disinformazione e dai tabù del nostro sistema educativo su questi temi.
Si deve considerare che la Direzione investigativa antimafia si è già espressa meglio di noi sui costi ed inutilità del proibizionismo della cannabis, e sul paradosso di come si agevolino le mafie, indebolendo lo Stato per gli enormi costi delle forze dell’ordine,dei processi,della gestione delle carceri e tanto altro.
Inoltre in vari Stati in cui si è iniziato a spiegare ai giovani quali rischi comporti l’assunzione di cannabis si è tolto lo stimolo della trasgressione, e si è visto un calo dei consumi o quantomeno un calo dei rischi sanitari che hanno pure un costo.
Qui nessuno vuole che i giovani assumano cannabis liberamente, anzi siamo fermamente contrari,ma riteniamo che la proibizione sia un incentivo, e che a beneficiarne siano persone senza scrupoli, che non fanno mancare cannabis e nessuna sostanza stupefacente ai nostri ragazzi in tutti gli angoli di qualsiasi città.

D’altra parte si deve capire, che la cannabis già le nostre farmacie la possono vendere, come farmaco per svariate patologie, e quella cannabis medicinale sarebbe la stessa, che consumano i ragazzi e non solo, perché si parla di un 20% della popolazione di tutte le categorie sociali.
L’unica differenza tra la cannabis medicinale e quella illegale è che una la vende lo Stato e l’altra la vende il mercato nero,che come detto, approfitta dell’ingenuità’ e debolezza dei giovani, attratti dalla trasgressione e stimolati dalla disinformazione.
Chissà quanti giovani capirebbero, che usare cannabis soprattutto illegale è un rischio per il loro cervello, soprattutto nella fase evolutiva in cui si stanno formando una personalità, e quanti eviterebbero di usarla, se sapessero che stanno sostenendo le mafie, che gli vendono pure sostanze tossiche mischiate alla “marijuana” per aumentare quantità e profitti?