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Sono un’antiproibizionista, convinto che la cannabis sia innanzitutto una medicina,infatti la vedo usare a mio padre, che ha gravi problemi oncologici, su indicazione dell’istituto oncologico europeo,e vedo un mio zio medico, curare tante gravi patologie con la cannabis medicinale.

Indipendentemente che si tratti del principio psicotropo(THC) o semplicemente attivo(CBD) senza effetti psicotropi,o di altre molecole che compongono questa pianta, che piu’ viene studiata e piu’ viene riconosciuta dalla comunità scientifica per le sue molteplici proprietà,ritengo che una regolamentazione seria della cannabis darebbe maggiori benefici che costi.

Io sono un antiproibizionista bipartisan, nel senso che sono favorevole alla legalizzazione come parte del centro sinistra,ma non voglio che gli adolescenti usino cannabis come affermano esponenti di centro destra,nonostante vi siano anche posizioni transpartitiche da destra a sinistra, che accomunano opposte posizioni politiche.

Per quanto mi riguarda sono consapevole del rischio di finire in una dipendenza grave e dei potenziali problemi psicologici di un ragazzino che inizia a farsi le canne di cannabis.

Da qualche anno mi occupo con rete canapa Sicilia di coltivare cannabis(canapa industriale),promuoverne e divulgarne le proprietà, con la mission di vedere nascere nella mia città un’alternativa industriale sostenibile, che possa risolvere la grave crisi socia-ambientale causata a mio parere dalla disoccupazione conseguente alla semi chiusura della raffineria petrolchimica,e dalle emissioni nocive generate da quasi un secolo di industrializzazione selvaggia.

Perciò ritengo di poter dire la mia sull’argomento anche perchè oggi ho una profonda conoscenza dell’argomento,per cui mi permetto di avere la presunzione di interloquire con personalità politiche importanti come lor Signori,cosi’ come ho in progetto di andare nelle scuole insieme ad una psicologa,a parlare con i ragazzi dei possibili rischi sanitari legati all’uso di cannabis.

Vorrei riuscire a dialogare ed informarVi sul mio punto di vista in forma rispettosa delle Vostre posizioni politiche,senza nessuna accusa e pregiudizio, come purtroppo spesso accade anche dalla parte del mio mondo antiproibizionista, ma cercando di mettermi nei Vostri panni e nelle Vostre posizioni, per riuscire a trovare dei punti in comune su cui poter sviluppare un ragionamento.

Nessuno vuole dare il via libera ai ragazzini, a farsi le canne come niente fosse,e questo a mio giudizio dovrebbe essere invece un punto chiaro, che accomuni le posizioni di proibizionisti ed antiproibizionisti.

Penso che noi tutti sappiamo che il consumo di cannabis illegale,cosi come di tutte le droghe è sviluppato in tutta Italia dalle mafie, e che ogni ragazzino può accedere all’acquisto al mercato illegale non solo di cannabis.
Sappiamo che circa il 20% della popolazione italiana fa uso di cannabis, sostenendo ed incrementando le casse delle mafie e sottoponendosi inoltre a rischi sanitari derivati dall’uso di pesticidi nella fase di coltivazione e da rischi sanitari derivanti da sostanze tossiche usate nella fase della conservazione della cannabis.

Dovremmo concordare anche sul fatto che tutti vogliamo evitare il consumo di cannabis agli adolescenti,che vivono fino ai ventuno anni una fase delicata di evoluzione celebrare e della personalità,che sappiamo  sopratutto nelle personalità piu’ fragili,emarginate socialmente,o con problemi psicologici il passaggio dalla cannabis a dipendenze gravi e’ molto probabile.

Per cui dovremmo essere concordi sul non fare un regalo alle mafie con il proibizionismo, che non proibisce nulla sopratutto agli adolescenti.

Peraltro facciamo perdere l’equivalente di svariate finanziarie al nostro Stato,sia per le spese processuali,delle carceri (che non fermano i veri mafiosi ma solo ragazzini sprovveduti)per i costi di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, e sia per il mancato gettito fiscale, che la legalizzazione delle attività legate alla cannabis porterebbe nelle casse statali,come dimostrano esperienze di Stati, che hanno legalizzato.

Il vero contrasto alle mafie  si avrebbe con la legalizzazione, come affermano varie relazioni della Direzione investigativa antimafia.

Come dimostrano i Paesi che hanno legalizzato la cannabis,i rischi sanitari per gli adolescenti si sono ridotti,perchè questi non sono stupidi e se gli si spiega, che stanno comprando dalle mafie delle sostanze inquinate, capiscono di farsi male.

Al contrario se si proibisce e si tace su questo argomento, è come se indirettamente si stimolasse la voglia di trasgressione tipica degli adolescenti.

Perciò dovremmo essere d’accordo anche sul punto di far risparmiare allo Stato dei costi inutili e  sottrarre alle mafie ingenti guadagni.

Un altro punto su cui potremmo trovarci dovrebbe essere il diritto di manifestare liberamente una propria scelta,infatti se parliamo di gente adulta, che decide di fare uso di cannabis,cosi’ come legalmente si fa uso di alcol e tabacco,sembrerebbe una violazione dei diritti, proibire a cittadini consapevoli, di fare una libera scelta (persone di tutte le categorie sociali).

Cosi’ come dovremmo essere d’accordo sull’ingiustizia di negare a tanti malati il diritto a curarsi con la cannabis medicinale,allorquando sempre più studi scientifici ne dimostrano la validità per svariate patologie serie, e la stessa ONU l’ha ritirata dalla tabella delle sostanze stupefacenti e l’ha inserita nella tabella delle sostanze medicinali.

Infine dovremmo essere d’accordo sul tema di creare occupazione con criteri di sostenibilità,dato che stiamo vivendo una crisi sociale senza precedenti aggravata dalla pandemia.

E sappiamo come vediamo da esperienze di tanti Stati come il Colorado,il Canada,in ultimo New-York che le industrie che si creano con questa pianta sono migliaia con ricadute occupazionali enormi.

Basti pensare che con la legalizzazione oltre lo sviluppo del settore ricreativo,dove  non vogliamo gli adolescenti,ma adulti consapevoli che acquistino cannabis come l’alcol ed il tabacco,avremmo anche l’industria medicinale,l’industria alimentare,l’industria tessile,l’industria cosmetica,l’industria della bio-edilizia,l’industria delle bio-plastiche,l’industria energetica,l’industria cartacea e di conseguenza tutte le sub filiere collegate.

E vorrei sottolineare che la cannabis nel ciclo produttivo può avere un impatto ambientale minimo,potendosi candidare a quegli standard di sostenibilità che sono inseriti anche nelle direttive del recovery plan della Comunità europea, con cui credo sarebbe obiettivo comune anche il cercare di risanare e riconvertire la nostra economia.

Per tutto ciò e per tanto altro che probabilmente non sono riuscito a trasmettere, perchè vi sarebbe da trattare anche il tema della cannabis light,e di tanti altri aspetti,invito le Signorie Vostre a valutare attentamente l’opposizione ad un’ipotetica apertura del Governo Draghi alla regolamentazione della cannabis,nella speranza comune di salvare i nostri ragazzi dai rischi di dipendenze,tutelare i diritti dei cittadini e dei malati,stimolare un economia verde e contrastare le mafie.

Dott. David Giuseppe Maria Melfa

Presidente A.C. Rete canapa Sicilia

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