• 9 Marzo 2020
  • Alberi
  • by Leandro Bronte
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È il primo albero a fiorire nel frutteto ad annunciare la Primavera! La sua fioritura, così precoce e delicata, trae in inganno e nasconde la vera forza di questa pianta longeva e di poche pretese.
Le sue radici robuste e numerose riescono a vivere e a prosperare in terreni difficili e poco graditi a molti altri frutti. Succede infatti spesso di vedere mandorli solitari nelle campagne su dirupi sassosi e sabbiosi, magari al fianco di qualche vite.
Stanno lì per anni e anni, senza chiedere niente. Simbolo, insieme al Fico d’India, di questa meravigliosa Sicilia.
Coltivazione:
Occorre innaffiare nei periodi secchi, per i primi due/tre anni dalla piantumazione in piane terra. Raccolta – Le mandorle si raccolgono tra settembre e ottobre a seconda delle varietà, quando le drupe pelosette saranno diventate brune e avranno iniziato ad aprirsi.
Varietà:
La sua coltivazione millenaria ha dato origine a migliaia di varietà, molte delle quali necessitano dell’impollinazione incrociata, per cui di almeno due piante. Tuttavia oggi esistono anche varietà autofertili, come la Supernova e la Tuono, entrambe a fioritura tardiva. Le mandorle possono avere guscio duro, semiduro o tenero. Fra quelle a guscio tenero la Santa Caterina è molto ricercata, perché il suo guscio può essere rotto con le mani! Fra le varietà antiche possiamo ricordare: la ‘mandorla a buccia rossa’, originaria di Sulmona (Aquila), dolce e dal guscio rossastro il cui albero è grande e produttivo; la ‘mandorla tenerinà (muddisa) Originaria del Sud Italia il cui guscio si schiaccia proprio con le dita; ‘mandorla dolce di Barisciano’, sempre diffusa nella provincia dell’Aquila, molto dolce e apprezzata dalla gastronomia locale.
Le mandorle hanno molte proprietà benefiche e un alto valore nutritivo. Erano già apprezzate nell’antico Egitto e furono messe nella tomba del faraone Tutankhamon per accompagnarlo nel suo eterno viaggio.