origano
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Pianta aromatica molto usata in cucina già dagli Egizi e dai Greci, e per le sue proprietà mediche naturale. Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e comprende diverse decine di specie tra cui spicca l’origano comune, l‘origanum vulgare. Della stessa famiglia c’è anche la maggiorana (cioé l’origanum majorana). Si presenta come un piccolo arbusto che può arrivare all’altezza di circa 80 centimetri. Fiorisce per tutta l’estate, e i fiori formano delle piccole spighe profumate di colore variabile, dal rosa al viola. Un tempo venivano usati per tingere la lana (Valutare la produzione di colori naturali) Il suo habitat è rappresentato dalle zone collinari con terreni sabbiosi. Preferisce l’esposizione al sole. Non teme la siccità. La pianta si riproduce facilmente sia per seme che per cespo o per talea. Essendo una specie perenne una volta piantata non bisognerà seminarla nuovamente ogni anno, come avviene per le piante orticole. L’origano migliore è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare. Una cosa davvero importante è che non ci siano ristagni di acqua, che farebbero marcire il rizoma portando la pianta alla morte. Prima di piantare l’origano conviene effettuare una lavorazione superficiale del terreno, proprio per garantire un drenaggio, oltre che per incorporare compost o letame maturo. Per ottenere una pianta di origano abbiamo tre possibilità: il seme, il cespo e la talea. Se abbiamo a disposizione una pianta esistente la partizione di un cespo è certamente il modo più semplice e veloce per moltiplicare la coltura. Si effettua in primavera, tra marzo e aprile, togliendo la pianta completa di rizoma e dividendola in più parti, che verranno poi trapiantate separatamente. Non volendo espiantare la pianta madre possiamo limitarci a prelevarne un rametto, da far radicare col metodo della talea, ottenendo anche in questo modo una nuova piantina. Questo lavoro consiglio va fatto a febbraio, in modo da avere l’origano pronto per il trapianto in primavera. L’alternativa a questi metodi è comprare i semi. Se si permette all’origano di andare a seme ci si può trovare facilmente nuove piantine che nascono nei paraggi. La semina dell’origano non è difficile, si tratta di semente con un’ottima capacità di germinare. Visto che i semini sono molto piccoli in genere si preferisce metterli in vasetti. Il periodo migliore per seminare è la fine di febbrai. In primavera le piantine cresciute in serra, verranno trapiantare in terra. Il seme deve stare a poca profondità, basta un velo di terra a coprirlo, consiglio di mettere due o tre semini per contenitore, diradando in seguito. Anche se questa specie sopporta l’aridità per nascere serve un umido costante, quindi non dimentichiamo di bagnare regolarmente il terriccio. Il trapianto va fatto quando il clima è stabilmente temperato, quindi in genere ad aprile o maggio; dopo aver lavorato il terreno e livellato la superficie. Per coltivare l’origano è importante controllare che le erbe infestanti non diano troppo fastidio alla pianta. La lavorazione del terreno va fatta se si crea una crosta, in modo che l’acqua venga assorbita correttamente, mantenendo un buon drenaggio e il rizoma della pianta non trovi ostacolo nell’espandersi. Come molte piante officinali anche l’origano ha pochi parassiti che possono dar fastidio, tra gli insetti può subire l’attacco degli afidi, favoriti anche dalla presenza di formiche. Un controllo quotidiano può permettere di eliminare gli afidi in modo efficace, soprattutto se presi alla prima migrazione si riesce a stroncarne la diffusione facilmente. In agricoltura biologica si evitano aficidi tossici, difendendo l’orto con prodotti naturali. L’origano resiste molto alla siccità, una volta che la pianta è ben radicata si annaffia poco, e nei periodi di vegetativa, per incrementare la produzione. Raccolta ed essiccazione: Dell’origano si raccolgono le sommità fiorite proprio all’inizio della fioritura. Se la piantina ha solo un anno di vita, si effettua un solo sfalcio, a fine estate. Dal secondo anno di coltivazione è possibile fare sfalci di raccolta, uno a inizio estate e l’altro verso la fine della calda stagione, tra settembre e ottobre. I rametti con i fiori vanno essiccati appena raccolti. L’essiccazione avviene con l’origano legato a fasci, e al buio; oppure a steli. In Italia sono presenti 4 specie di origano: 1) Origano comune (Origanum vulgare) 2) Origano meridionale (Origanum heracleoticum) + pregiato 3) Origano maggiorana (Origanum majorana) 4) Origano siciliano (Origanum onites) Resa 3.000Kg per ettaro. Proprietà curative: Si utilizzano soprattutto le foglie, ricche di fenoli – il timolo e il carvacloro – che stimolano la digestione. Tra i vari utilizzi di questa pianta:
▪ Favorisce la secrezione dei succhi gastrici ed è digestivo, per cui viene impiegato come decotto e infuso. (Ottimo in miscela digestiva, insieme a finocchietto e menta)
▪ È anche antispasmodico, antisettico, vermifugo, calmante, analgesico, espettorante. (Valutare produzione olio essenziale – Trovare mercati)
▪ Tra i tanti usi vi è anche quello di allontanare in modo naturale le formiche. Basterà cospargere le aree infestate da questi insetti, per liberarsene (Valutare insetticida naturale).
▪ Efficace rimedio per il mal di gola. “Si praticano dei gargarismi a base di acqua e origano, fatto bollire per alcuni minuti e poi filtrato”. (Valutare Spray per la gola a base d’erbe)
▪ In caso di raffreddore si possono fare inalazioni con olio essenziale di origano, oppure ancora preparare un infuso e berlo più volte al giorno.
▪ Avrebbe anche proprietà antiossidanti, soprattutto l’olio essenziale.
▪ Efficace azione antiparassitaria soprattutto verso gli agenti intestinali. Dal punto di vista nutrizionale, contiene i sali minerali quali calcio, potassio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, poi le vitamine del gruppo A, B, C, D, E e K. Anche la medicina omeopatica lo utilizza sotto forma di tintura madre, granuli e gocce per curare le infezioni delle vie respiratorie, tosse e bronchite. In cucina è un’erba molto utilizzata, assieme a menta, basilico, timo, rosmarino e salvia, per insaporire praticamente qualsiasi cibo, verdure, carni, insalate, formaggi, pesce, sughi e ripieni, ed è indispensabile soprattutto sulla pizza; e perfino dolci. In particolare si prestano le mele e il cioccolato.