• 22 Giugno 2020
  • Notizie
  • by Leandro Bronte
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In merito alla legalizzazione della cannabis noi siamo favorevoli, non perché vorremmo che se ne facesse un uso indiscriminato. La nostra opinione è che l’uso di cannabis psicoattiva dovrebbe essere impedita agli adolescenti,per prevenire conseguenze nel periodo di sviluppo della sfera cognitiva.
Noi pensiamo però che una regolamentazione della cannabis potrebbe ridurre i rischi sanitari degli adolescenti, infatti ad oggi nonostante il proibizionismo, non è realmente proibito nulla, poiché i nostri ragazzi possono trovare cannabis come altre sostanze in qualsiasi angolo delle città, forse attratti addirittura dalla trasgressione e dalla disinformazione, con evidenti rischi sanitari per l’inquinamento che fanno le mafie con queste sostanze per aumentarne le quantità. Informare e regolamentare la cannabis avrebbe a nostro parere l’effetto di prevenire il consumo indiscriminato degli adolescenti, che sarebbero informati sui rischi che corrono, rimuovere la tendenza a trasgredire per un naturale spirito di contraddizione che distingue l’adolescenza, ed in caso di inevitabilità del consumo per uso ludico,quantomeno evitare di assumere sostanze tossiche come ammoniaca, metadone, cocaina sintetica ed altro, che viene mischiato alla cannabis.
A tutto ciò si deve aggiungere che i giri d’affari sulla cannabis delle mafie andrebbero colpiti da una regolamentazione,che ne determinerebbe una tassazione di un mercato legale.
I costi sanitari che colpiscono migliaia di giovani probabilmente sarebbero limitati, così come i costi di prevenzione e contrasto della criminalità,ed allo stesso tempo di procedimenti giudiziari e detenzione di migliaia di giovani, che finiscono nel vortice della criminalità.
Se a tutto ciò aggiungiamo che la regolamentazione della cannabis sbloccherebbe un volano industriale enorme, rimuovendo la paura degli imprenditori ad investire e quindi un occupazione per tanti lavoratori, e che tutto ciò sarebbe in forma ecologica,allora ci si chiede: perché ancora non si è proceduto a regolamentare l’uso di questa pianta?